o.T. (S 06-2025 / Befindlichkeiten)
Scultura cinetica con performance di danza. Ideazione, scultura e coreografia: Britta Lenk. Interpretata da: Diana Treder. Materiali: acciaio, vetro, acqua, cordino di nylon. Quanto pesa un’emozione?
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Dettagli
Ideazione, scultura, coreografia: Britta Lenk Interprete: Diana Treder Materiali: acciaio, vetro, acqua, cordino di nylon Produzione: artQ13 — Sympatric Areas for Artistic Research Ciclo: Underload — Ongoing Studies 2025—2026
Testo
What throws us off balance? What carries more weight: words, external depiction, or lived emotion? What remains visible, what is rendered visible, what remains silent, what is adjusted?
In The Human Condition, Hannah Arendt afferma che si mostra chi si è attraverso l’azione: il mondo reale prende forma rendendo visibile lo stato interno. Il termine sensitivities, però, ha un’inclinazione diversa: non descrive il lavoro silenzioso della regolazione, ma ciò che diventa visibile all’esterno — una particolare forma di sensibilità, un eccesso che gli altri giudicano distraente, esagerato o inappropriato. Le sensitivities non sono soltanto emozioni, ma anche attribuzioni e giudizi.
Nell’analisi di Svenja Flasspöhler sulla “società sensibile”, la valorizzazione della sensibilità genera nuove aspettative: la sensibilità diventa nuova norma, e da qui nascono le sensitivities — attraverso aggiustamenti continui alle specifiche esterne o attraverso un linguaggio socialmente carico che prescrive certe emozioni. Una fragilità che nasce dalle buone intenzioni della cura.
L’opera mostra un’immagine del sé nella società, ma anche un’immagine della società stessa: una parola come attribuzione sociale — ciò che viene nominato, atteso, talvolta codificato. Il bicchiere a forma di lacrima riempito d’acqua è realtà interna: ciò che non si può dire, non si può afferrare per intero, ciò che varia. La posizione obliqua della scultura rende lo squilibrio tra sentimento interiore e forma esterna.
Una danzatrice si muove nello spazio, poi depone la scultura con un ampio gesto circolare. Il suo corpo si relaziona alla scultura attraverso piccoli gesti elementari: stare in piedi, sedere, camminare, scivolare, brevi mosse di danza. Gesti che sono meno espressione e più estensione e risposta: la presenza fisica diventa attività sociale, intervento nel sistema di equilibrio, gravità, linguaggio ed emozione.
Sensitivities diventa così una scultura poetica sul peso interno dell’emozione — e sull’equilibrio fragile tra ciò che sentiamo e ciò che ci si aspetta da noi.


