Questa poesia trova la sua forma autentica solo nella disposizione spaziale su due porte scorrevoli. Il testo non è fisso ma in continuo movimento: a ogni spostamento le righe si intrecciano, si spezzano e creano nuove costellazioni. La lettura diventa così un atto performativo — il lettore-spettatore non si trova davanti a un testo compiuto, ma lo genera muovendo la porta.
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In questa concezione il linguaggio diventa spaziale: «tra tutto una fessura / tra le parole, uno spazio». La fessura tra i battenti diventa il luogo poetico, il «tra» prende corpo. Leggere significa non solo interpretare parole, ma entrare in uno spazio che si trasforma continuamente attraverso il movimento. «Ciò che resta / è ciò che non è stato»: mentre i versi si intrecciano e si disgiungono, il ricordare diventa visibile come un riscriversi e cancellarsi continuo. La poesia-porta non apre un campo di significato compiuto, ma un sistema di possibilità.
Dettagli
Autrice: Britta Lenk
Anno: 2025
Tipo: poesia / installazione su due porte scorrevoli
Fotografia: Cristina Crippa
Ciclo:Underload — Ongoing Studies 2025—2026