Due danzatrici indossano scarpe sportive identiche ai piedi e alle mani. Quattro punti di appoggio uguali, quattro suole sullo stesso suolo. Il corpo perde la sua configurazione bipede di default: la mano smette di essere mano, diventa piede; il braccio diventa gamba; lo sguardo si abbassa al livello del pavimento. Le danzatrici si muovono nello spazio bianco di artQ13, si appoggiano alle pareti, si arrampicano, si compongono in figure simmetriche e asimmetriche, si sostengono a vicenda usando le pareti come continuazione del pavimento. La grammatica del movimento bipede — gesto del braccio, postura del busto, sguardo orizzontale, asse verticale — non funziona più. Tutto va riscritto a partire dalle quattro suole.
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Dettagli
Ideazione: Carlo Caloro
Performers: 2 danzatrici (in alcune sezioni 3)
Materiali: 8 scarpe sportive nere identiche (4 per i piedi, 4 per le mani), tute aderenti nere
Luogo di prima presentazione: artQ13, Viale della Piramide Cestia 1, Roma
Fotografia: Cristina Crippa
Produzione: artQ13 — Sympatric Areas for Artistic Research
Ciclo:Underload — Ongoing Studies 2025—2026
Dispositivo
Il dispositivo non è scenografia, è funzione. Le scarpe alle mani non rappresentano nulla: sostituiscono. Sostituiscono la condizione bipede con una condizione a quattro appoggi identici. La performance non racconta la trasformazione: la esegue. Il vincolo materiale sovrascrive la regola implicita del corpo umano — il bipedalismo è una funzione di default, l’opera lo sovrascrive con un nuovo protocollo a quattro suole.
Verticalizzazione
Lo spazio si verticalizza: dove ci sono quattro appoggi, parete e pavimento smettono di essere distinguibili. Le pareti bianche di artQ13 diventano una seconda superficie di gravità. Le danzatrici esplorano il muro come terreno, il pavimento come muro orizzontale.
Regime
Regime di override. La configurazione bipede standard viene sostituita da una configurazione a quattro suole. Il corpo non interpreta una metafora — esegue una funzione diversa. Mano e piede diventano la stessa cosa. Lo spazio si verticalizza: il muro diventa pavimento. Qui il filo è la suola, ripetuta quattro volte; e ciò che si sovrascrive è la postura.