Home-Less

Cosa accade quando il nomadismo e l'improvvisazione diventano pratica artistica e scelta di vita?
Artisti che hanno fatto del nomadismo e dell’improvvisazione una pratica artistica. Laurent Faulon crea stendardi post-capitalisti con oggetti ricoperti di Nutella. Stefano Canto decostruisce barriere di contenimento. Parasite 2.0 (Stefano Colombo, Eugenio Cosentino, Luca Marullo) presenta un’installazione ispirata alla “Mammoth Bones House”. Delphine Reist posiziona inquietanti sacchi da viaggio. Alessandra Eramo realizza una performance sulle voci di italiani emigrati.
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Dettagli evento
13 Maggio 2016, ore 19:00. Luogo: artQ13, Via Nicola Coviello, 15 — 00165 Roma.
Testo completo
Home-Less raggruppa una serie di artisti che hanno fatto del nomadismo e dell’improvvisazione oltre che una scelta di vita anche una pratica artistica. J.L. Nancy li definisce “En passant” chi non ha un luogo fisso ed abita ovunque. Caratteristica comune di questa tipologia di persone ‘senza-casa’ è il rapporto con l’oggetto, oggetto che portano sempre con sé nei loro viaggi, elemento di connessione tra presente e passato, pezzo di memoria solidificata, feticcio, in quell’oggetto risiede la propria casa. L’oggetto diventa la chiave per entrare in un luogo e in una dimensione altra, e l’assemblaggio di oggetti diversi è per questi artisti come costruire un dialogo dove la parola si fa immagine scultorea, installazione.
L’insieme dei lavori restituisce un quadro complesso e controverso della nostra società, ogni artista sembra essere riuscito a coglierne un aspetto diverso e a darne una interpretazione scevra di retorica.
Opere in mostra
Alessandra Eramo — Migratory Echoes, 2016. Performance sonora / installazione.
“Che suoni ti vengono in mente quando pensi alla tua Heimat — ovvero la tua casa, o luogo degli affetti, delle tue radici? Dimmi almeno tre suoni, nella lingua dei tuoi sogni.”
Migratory Echoes è un’opera basata su una semplice domanda che Alessandra Eramo ha posto agli italiani emigrati a Berlino intorno al tema della propria “Heimat” — termine tedesco intraducibile, che allude alla nostalgia verso il luogo di provenienza. Registrando la voce degli intervistati, il loro respiro, il tono, gli accenti, le pause, i silenzi, l’artista ha creato una composizione testo-suono in cui le parole in lingua madre evocano suoni reali o immaginari. Nella performance interseca la sua voce alle voci registrate attraverso il canto, gli altoparlanti e uno scatolone di cartone, dei fogli di carta e grafite, segnando, scardinando e modellando gli echi e riverberi naturali dello spazio.
Alessandra Eramo (1982 Taranto) è un’artista, cantante e compositrice di base a Berlino che lavora principalmente con la voce e il rumore. Co-fondatrice di “Corvo Records” a Berlino. Membro del collettivo “Errant Bodies Sound Art Space” a Berlino.
Parasite 2.0 — The Desert, the Net and the Bones / Mammoth Living Room, 2016. Scultura / installazione.
L’installazione è parte di un più ampio progetto di ricerca sullo spazio domestico come luogo ultimo per la fuga, per immaginare la propria utopia e per l’emancipazione personale e collettiva. Guarda alla “Mammoth Bones House”, nuclei di abitazioni realizzati in ossa e risalenti al 20.000 d.C.
Parasite 2.0 è stato fondato nel 2010 da Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo. Vincitori nel 2016 di YAP MAXXI.
Delphine Reist — Transit, 2016. Installazione.
In questa installazione, i movimenti delle persone in transito, il fruscio degli sfioramenti, la promiscuità, la scomodità dei trasporti aleatori e degli alloggi di fortuna è trasposta dai soggetti agli oggetti che contengono i loro affari privati.
Nata a Sion (Svizzera) nel 1970, vive e lavora a Ginevra. Insegna alla HEAD di Ginevra. Le sue opere sono state esposte al Centre Georges Pompidou, Parigi.
Laurent Faulon — Tout ensemble en vente, 2016. Installazione.
Tout ensemble en vente utilizza il sistema estetico ed economico dei beni di consumo per mettere in discussione il regime estetico e politico dell’opera d’arte.
Vive e lavora a Ginevra. I suoi lavori sono stati esposti alla Fondation Cartier (1988), al MACRO di Roma (2012), alla Stadtgalerie Saarbrücken (2013).
Stefano Canto — Propaganda, 2010. Installazione.
“La voce della gente esprime la sua mentalità, e quella mentalità è costruita dai leaders dei gruppi nei quali essa crede e da quelle persone che sanno manipolare l’opinione pubblica” — Edward L. Bernays. L’installazione è composta da un assemblaggio di cinque transenne metalliche utilizzate per la regolamentazione dei flussi della folla, prima destrutturate, poi riassemblate verticalmente, e da una traccia audio costituita da estratti di discorsi pubblici di personalità politiche e religiose internazionali, mixati, sovrapposti e distorti fino a diventare incomprensibili.
Stefano Canto è nato a Roma nel 1974. I suoi lavori sono stati esposti alla Biennale di Dakar (2016).
English
“Homeless” unites a group of artists who made nomadism and improvisation a way of life as well as an artistic practice. J.L. Nancy calls them “En passant”, subjects without a fixed place who live everywhere. A common feature of this type of person is the relationship with the object, the object they always carry with them on their travels, the connecting element between present and past, a solidified memory, a fetish; in that object resides their home. The object is the key to enter a place and another dimension. The assembly of different objects is, for these artists, a way to build a dialogue where the word becomes a sculptural image and an installation.
For the exhibition Laurent Faulon creates post-capitalist banners by recovering discarded objects and covering them with Nutella. Stefano Canto deconstructs and reassembles the metal containment barriers commonly used in crowd control and by aligning them with the voices of political leaders taken from public rallies, he creates a state of chaos. The Parasite 2.0 showcase an installation inspired by the “Mammoth Bones House”, a home dating back to 20,000 d.c. entirely built with bones. Delphine Reist positions disquieting travel bags containing bodies in motion. Lastly, Alessandra Eramo will enact and create a performance / installation around the theme of roots by using voice recordings of Italian emigrants. The ensemble of the works exhibited creates a complex and controversial picture of our society, where every artist seems to have succeeded in gathering a different aspect of it by conveying a rhetoric free interpretation.
Alessandra Eramo (1982 Taranto, Italy) is a Berlin-based artist, vocalist and composer who works primarily with voice and noise. She creates performance pieces, text-sound compositions, videos, drawings and site-specific installations. Co-founder of “Corvo Records — vinyl & sound art production”. Member of the group “Errant Bodies — Sound Art Space” in Berlin.
Parasite 2.0 was founded in 2010 by Stefano Colombo, Eugenio Cosentino and Luca Marullo. They investigate the status of human habitat from the margins of conventional practice, acting within a hybrid of architecture, art, design and social sciences. They are the 2016 winners of YAP MAXXI.
Delphine Reist Born in Sion (Switzerland) in 1970, she lives and works in Geneva. She currently teaches at the HEAD in Geneva. In her shows, Delphine Reist presents all sorts of things which work all on their own: vehicles and tools which start unaided, sinks turned into fountains, office chairs and flags which revolve on their own axis. These works have been exhibited at the Palais de Tokyo (Paris), Mamco (Geneva), the Centre Georges Pompidou (Paris).
Laurent Faulon Lives and works in Geneva. The artistic practice of Laurent Faulon is highly contextualized and transient. His works have been exhibited at Fondation Cartier (1988), Mamco in Geneva (2006), MACRO in Rome (2012), Stadtgalerie Saarbrücken (2013).
Stefano Canto is an Italian artist based in Rome. His artistic practice centers around the semantics of the object and its context. His work has been exhibited internationally including at the Dakar Biennale (Senegal 2016), American Academy in Rome (2015), MACRO Rome (2012), MAXXI Museum Rome (2009).
